La storia
Da un malinteso
Helemid non è nata da un piano. È nata perché qualcuno ha capito male, e Diletta ha deciso di non correggerlo.

Diletta
Diletta viene dalla provincia di Napoli. Dopo il liceo scientifico prova un'università che non la convince e ricomincia da zero: a ventun anni si iscrive a Design e Moda, e si laurea nel minor tempo possibile con il massimo dei voti. Prima ancora della tesi lavora come modellista di beachwear per alcune delle aziende più grandi della zona.
Le collaborazioni aumentano, poi arriva la pandemia. Mentre tutto si ferma, lei apre Attelid: un'azienda di design e produzione di beachwear per altri marchi. Cartamodelli, campionari, piccole serie.
È lì che succede la cosa inaspettata. Promuovendo Attelid sui social, Diletta si accorge che il pubblico crede che faccia costumi su misura, e comincia a chiederli. Poteva spiegare che no, che lavorava per le aziende. Ha scelto di ascoltare.
Attelid diventa così un marchio di beachwear su misura, e prende un nome suo: Helemid. Oggi ogni capo nasce nello stesso laboratorio dove Diletta faceva i modelli per gli altri, in edizione limitata, e sulle misure di chi lo chiede.
Il vero successo non è solo creare, ma saper ascoltare.

Il laboratorio
Dove si taglia, si cuce e si prova
Un tavolo da taglio, i rotoli di lycra e di lino, il manichino, l'uncinetto. Non c'è un magazzino: c'è il capo che qualcuno ha ordinato, in lavorazione. Per questo i tempi sono quelli che sono, e per questo un costume Helemid non lo incontri addosso a un'altra.
Quattro cose che non cambiano
-
Cucito a mano
Nel laboratorio in provincia di Napoli, da chi ha disegnato il modello.
-
Su misura, se lo chiedi
Tre misure e dodici giorni. Lo stesso modello, sul tuo corpo.
-
Edizioni limitate
Tinte che cambiano ogni stagione. Niente magazzino da svuotare, niente conto alla rovescia.
-
Si risponde
Su WhatsApp, in un giorno lavorativo, con un nome e non con un robot.